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Cenni su Mara

La leggenda dice che l'antico Villaggio di Mara ebbe origine d un gigantesco pastore errante che scelse questo punto - ameno e ricco di acque, al centro di una distesa di colline - per sé e per il gregge, e lo tenne per suo resistendo agli assalti degli altri abitanti della zona. Il toponimo Mara è di origine preromana ed è sinonimo di palude e acquitrino. Mara è un piccolo centro del Meilogu, posto su un ampio gradino trachitico, a pochi Km da Padria e Pozzomaggiore. La sua situazione geografica risponde alla latitudine 40°, 25° e alla longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0°, 29°. Il paesaggio, prettamente collinoso, è solcato da valli strette, in fondo alle quali scorrono piccoli torrenti che, durante l'estate, inaridiscono notevolmente. La vegetazione, un tempo ricca e abbondante, è costituita dalla macchia mediterranea e da qualche rado boschetto di lecci. La parte settentrionale del territorio è dominata da due alture: il blocco, scosceso di affioramento vulcanico di Monte Traesu, e la cima isolata incoronata dai ruderi del castello di Bonuighinu. Fra le due alture si trova un bacino su un rilievo più dolce, guardato dalla bella chiesa campestre di Nostra Signora di Bonuighinu. Vi si accede attraverso la strada (SS 292) di Padria Villanova Monteleone, a circa 4 Km a nord di Mara, 42,6 km da Alghero. A circa 1 Km e mezzo dalla chiesa, in direzione N-E, un'antica mulattiera, oggi quasi completamente rifatta, s'inerpica sul versante nord di una collina denominata Monte Noe. Lungo il percorso si attraversano due valloni, su cui si aprono le due famose grotte: Sa Ucca de Filiestru e Sa Ucca de Sa Molina. Al fondo valle, proprio al di sotto della prima grotta, sgorga una sorgente d'acqua freschissima e abbondante.

La Chiesa di Bonuighinu è senza dubbio uno dei più antichi e maggiori santuari dell'isola. Sorge presso un'antico villaggio medievale, oggi completamente distrutto, ma ampiamente citato nel Condaghe di S. Pietro di Silki. La chiesa, era governata da un rettore. Dai documenti della Diocesi di Bosa del 1341-1360 si parla della fissazione del Decimarium. Col tempo, la chiesa e il villaggio subirono sorti differenti: mentre la prima rimase sempre aperta al culto, il villaggio si spopolò lentamente. Ciò avvenne prima del 1435-36, poiché nella spartizione delle terre appartenenti alla contea di Monteleone, dopo la sconfitta dei Doria, il villaggio non è più citato. L'impianto del Santuario risalirebbe al 1600. Si tratta di una struttura complessa, formata da diversi ambienti. la chiesa vera e propria, le Cumbessias, le Logge e alcuni "Palazzotti". Tali ambienti si popolavano soprattutto la terza domenica di settembre, quando, in occasione della festa, i pellegrini prendevano dimora nelle Cumbessias e nei palazzotti; mentre i merciaoli si riunivano nelle Logge, dove vendevano ogni tipo di mercanzia. Nel 1797 la facciata della Chiesa, con annessa scalinata, venne ricostruita e ampliata: Sembra un prezioso retablo in stile barocco, afferma l'architetto Vico Mossa, uno di quei preziosi altari lignei intagliati e dorati: per quei piedistalli sovrapposti e decorati, per le colonne arabescate, per il frontonr, unico nell'Isola, ritagliato a punte". L'interno è più semplice e sobrio: prsenta la classica forma a croce latina, con navata unica e transetto con cappelle. La Copertura è a botte.

Il castello di Bonuighinu è posto su una altura strategica, visibile a grande distanza. Fu costruito probabilmente dai Doria, contemporaneamente a quellli di Monteleone e serviva come avamposto militare. Esso era infatti costituito da imponenti mura, da una torre, e da due cisterne di cui rimangono i ruderi. Alterne vicende di guerra videro la roccaforte, ora in mano agli Arborea, ora ai Doria, ed infine agli aragonesi. Nel 1435-36, il Castello assieme a quello di Monteleone, fu smantellato dagli aragonesi, aiutati nell'impresa da cavalieri provenienti soprattutto da Alghero. Uno di essi, un certo Pietro di Ferreras, in cambio dei servizi prestati al sovrano, ottenne le ville e i territori di Mara e Padria, con diritto di amplificazione e di abilitazione delle femmine alla successione del feudo.

La chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista sorge al centro del paese ed è attualemnte in fase di restauro. Secondo l'Angius, fra il 1833-1836 era governata da un rettore con l'assistenza di altri due preti, ed era compresa nella diocesi di Alghero. Nelle vicinanze dell'edificio sorgeva il cimitero del paese. L'architettura esterna presenta stili differenti. Il campanile situato su un lato dell'edificio è un bellissimo esempio di gotico aragonese, con canna ottagonale suddivisa in ripiani e cuspide nella parta alta. La facciata è in stile barocco, molto simile a quella di Bonuighinu: identica risulta la divisione e gli ordini di colonne sovrapposti.

La chiesa di Santa Croce
La chiesa venne costruita nel XVII sec. D.c e sorge nella parte più antica del centro storico di Mara. Fungeva da oratorio fra il 1833 3 il 1856, destinato al culto della Confraternita di Santa Croce, composta da "Cunfrades e Cunsorres" Durante la guerra, nel 1940, la chiesa venne sconsacrata e data ai militari. Attualmente, dopo la fase di restauro, è stata riaperta al culto. L'edificio ha pianta longitudinale e navata unica, divisa in due campate coperte con volte a crociera, con annesse due piccole cappelle laterali, coperte con volta a botte. La zona absidale, a pianta quadrata, è conclusa da una volta a crociera e contiene un'altare in pietra con colonne. Il fronte esterno, molto semplice, è caratterizzato dalla decorazione del portale in pietra calcarea di gusto rinascimentale e da una finestrella circolare. il frontone è coronato da un campanile a vela.
Il Medioevo
Un contributo alla conoscenza del tracciato storico di Mara relativamente al XII° e XIII° sec. D.C viene fornito dalle notizie riportate nel Condaghe di S. Pietro di Silki Secondo tali fonti Mara faceva parte del Giudicato di Torres, ed era compresa nella Curadoria di Nurkara Nel territorio di Mara sono ancora visibili tracce di insediamenti medievali, in alcune località denominate: Santa Vittoria, Su Cumbentu, Cantones de Lado, S. Andria, S.ta Cadrina.
La Dominazione Castigliana
Nel 1479, in seguito al matrimonio fra Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia, nacque la "Corona di Spagna". A partire da quella data la Sardegna, o meglio il "Regno di Sardegna", entrava nell'orbita politica della Spagna. Tale regno restò iberico per circa 400 anni, dal 1323 al 1720. Per la prima volta in Sardegna comparve il feudalesimo.
La Baronia dei Bonvehi
Cancellata nel 1476 la presenza dei Doria, la Contea di Monteleone alla quale apparteneva anche Mara, fu divisa in tante parti denominate Baronie. Le ville di Padria e Mara, assegnate al nobile algherese Pietro De Ferreras, entrarono a far parte della Baronia dei Bonvehi. La casata dei Ferreras governò il territorio per 300 anni, dal 1436 al 1755
La dominazione sabauda
Nel 1718, col trattato di Londra, il Regno di Sardegna venne ceduto dagli spagnoli ai duchi di Savoia, principi di Piemonte. Dal punto di vista politico e istituzioanle non si verificarono sostanziali cambiamenti: al dominio spagnolo subentrò quello sabaudo; il feudalesimo continuò a sussistere e alla casata dei Ferreras si sostituì nel 1775 quella dei Manca e degli Amat. Gli Amat perdettero ogni privilegio solamente nel 1838, anno dell'abolizione del feudalesimo in Sardegna.



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